Archivio

Posts Tagged ‘Sardine’

Orecchiette con le cime di rape e sardine Angelo Parodi di Alessandra, www.ilpolipoaffamato.it

30 gennaio 2012
La ricetta del giorno è un classico pugliese, con una piccola rivisitazione per abbinare nel modo giusto un prodotto Angelo Parodi. Ma non in modo pretestuoso, ma semplicemente nel modo migliore per esaltare sia il prodotto in questione che la ricetta stessa.
Parliamo di “ricchitelle alle cime di rape”, con un’aggiunta di sardine che ha dato un pizzico di sapore di mare in più.
Ingredienti (per 4 persone):
- mezzo chilo di orecchiette (pasta fresca, anche meno se si usa la pasta secca). Io avevo in dispensa una buona versione artigianale di orecchiette e cicatelli fatti con farina di grano arso, non proprio pasta fresca, ma quasi.
- mezzo chilo di cime di rape pulite (mi raccomando le cimette ci devono essere in abbondanza).
- 4-5 alici sott’olio.
- 1 confezione di sardine Angelo Parodi.
- abbondante olio extravergine d’oliva.
- 2 spicchi d’aglio.
- peperoncino a piacere.
- sale grosso.
Procedimento
Per prima cosa bisogna mettere l’acqua a bollire in una pentola capiente. Nel frattempo sciacquate le cime di rape già pulite. Appena l’acqua bolle, calate le cime di rape nella pentola e lasciatele cuocere per 5-10 minuti (devono ammorbidirsi, ma non proprio spappolarsi), insieme a una presa di sale grosso. L’acqua diventerà verde, perché le cime di rape cederanno inevitabilmente un po’ di clorofilla. Non è un male, anzi. Così l’acqua rimane saporita e pronta per accogliere le orecchiette.
Attenzione: non si deve assolutamente scolare la pentola con le cime di rape. Anzi. Con tanta cura e una schiumarola, bisogna raccogliere tutte le cime di rape e appoggiarle nel colapasta affinché scolino bene l’acqua di cottura. A questo punto, nell’acqua ancora bollente e già salata, vanno calate le orecchiette (nel mio caso, come spiegavo, era un misto di orecchiette e cicatelli di grano arso, ovviamente tutto made in Puglia).
Nel frattempo che le cime di rapa scolano e le orecchiette cuociono, si prepara il soffritto che darà sapore e ricchezza al piatto. In una saltapasta va messo abbondante olio evo, un paio di teste d’aglio pulite (a seconda di quanto si ama, si può indifferentemente sminuzzare o lasciare intero in modo da poterlo togliere prima di impiattare), il peperoncino fresco (anche questo in quantità pari alla tolleranza) e le acciughine che nell’olio bollente si disferanno completamente.
Solo quando l’olio è bollente vanno calate le cime di rape, ma attenzione a non fare troppo presto questa operazione. Non devono cuocere, ma solo insaporire con l’olio: regolatevi con la cottura della pasta. Quando mancano circa 5 minuti dal momento in cui scolerete le orecchiette gettate le cime di rapa nell’olio.
Nel frattempo aprite la scatola di sardine, scolatele un po’ e togliete le lische. Vanno messe a crudo sui piatti alla fine, ma è necessario che siano già pronte in modo che l’operazione sia il più veloce possibile.
Eccoci all’ultimo step. Scolate bene le orecchiette (adesso l’acqua può andare nel lavandino) e unitele alle rape nella saltapasta. Appunto, saltate la pasta per bene, amalgamando tutto il composto e aggiungendo ancora un filo d’olio a crudo.
E’ il momento quindi di impiattare. Consiglio, se li avete, dei “cocci” come quello della fotografia: mantengono il calore meravigliosamente e la pasta rimane calda fino all’ultima forchettata. Quindi dosate bene orecchiette e cime di rape (fifty-fifty) per tutti i commensali e cospargete con generosità le sardine.
Il piatto è pronto e, garantisco, è da leccarsi i baffi!!!

Sardine ,

Cavolfiore con zanzero e sardine sott’olio di Claudia, ilgattogoloso.blogspot.com

11 gennaio 2012
Ingredienti per 2 persone:
1 confezione di sardine sott’olio Angelo Parodi
2 cucchiai di olive taggiasche denociolate
una manciata di uvetta ammollata in acqua e rhum
1 piccolo cavolfiore romanesco
3 cm circa di zenzero fresco
2 fette di pane raffermo
olio extravergine
sale

Lavare e dividere a cimette il cavolfiore, lessarlo in acqua bollente salata per 5 minuti; scolarlo e metterlo in una teglia adatta alla cottura in forno. Nella teglia aggiungere le olive, l’uvetta, il pane raffermo tagliato a cubetti, lo zenzero tagliato finemente a rondelline e un filo di olio extravergine. Infornare a 200° per 10 minuti. Togliere la teglia dal forno e adagiare in superficie le sardine tagliate a pezzi. Mescolare delicatamente e servire tiepido.

Sardine , ,

Riso venere con gamberi, spinaci e sardine di Leda, GustosaMente

4 gennaio 2012

INGREDIENTI: 2 porzioni
180 gr di riso venere
1 confezione di sardine in olio d’oliva Angelo Parodi
una ventina di code di gambero (anche surgelate)
qualche cespetto di spinaci freschi
2 cucchiai di latte
un ciuffo di aneto
succo e scorza di limone
sale q.b.
burro q.b.
olio extravergine d’oliva q.b.
pepe bianco q.b.

PREPARAZIONE:
Mettete un filo di olio in un tegame, aggiungete il riso. Salate pochissimo, aggiungete un po’ di succo di limone e un ciuffo di aneto tritato e mescolate. Versate tanta acqua finchè il riso sia coperto totalmente. Chiudete con il coperchio e lasciate cuocere per 18-20 minuti, finchè l’acqua sia completamente assorbita.
Nel frattempo mondate e lavate gli spinaci. Fate sciogliere un po’ di burro in una padella e unitevi i gamberi e gli spinaci leggermente sgrondati dall’acqua di lavaggio. Cuocete solo per qualche minuto, i gamberi non devono cuocere molto altrimenti diventano gommosi e duri. Regolate di sale, togliete dal fuoco e tenete in caldo.
In un’altra padella versate un filo d’olio (io ho usato un po’ di quello di conserva delle sardine), unite della scorza di limone grattugiata e due cucchiai di latte. Aggiungete anche le sardine e, aiutandovi con un mestolo, schiacciatele fino a ridurle in poltiglia. Lasciate scaldare e ridurre la salsa per 2-3 minuti quindi spegnete la fiamma.
Mescolate bene il riso venere con il sugo di sardine e sporzionatelo nei piatti. Completate disponendo i gamberi sopra il riso e contornando con gli spinaci.
A piacere date una leggera macinata di pepe bianco e ancora un po’ di scorzetta di limone a profumare.

Sardine , ,

Maltagliati gluten-free mare e terra di Daniela, senza panna

31 dicembre 2011

Mangiare un primo piatto di pesce può essere  una rarità per qualcuno, soprattutto se si  è  in presenza  di  intolleranze o allergie  al  glutine. Allora fedele  al mio  principio che da una difficoltà può nascere  un’opportunità nuova ho pensato di unire due obiettivi, fare la  ricetta  con un prodotto Angelo Parodi per la  raccolta  “Impiatta   e Scatta 2” e  sperimentare  una  farina gluten free che  ho ricevuto.

Sono convinta  che a  volte un problema  può essere  un’occasione  per  assaggiare anche qualcosa  di diverso. Potrebbe essere  che noi che non abbiamo di queste limitazioni alla  fine  ci  priviamo di un buon motivo per  assaggiare qualcosa  di diverso.

Sono partita  da  un’idea  semplice, la pasta con le sarda, poi non avendo alcuni ingredienti ho sperimentato e  unito  diverse  usanze  regionali.

Prendendo spunto da una  ricetta  regionale laziale, gli spaghetti mare e terra come si fanno a  Torvaianica, nota località vacanziera romana, sono nati questi maltagliati.

  • ingredienti x  4  persone:
  • 4 uova
  • 400 g farina senza glutine
  • Sardine Angelo Parodi
  • Cipolla
  • Peperoni cruschi  dolci
  • Olio evo
  • Pecorino  romano
  • Finocchietto selvatico
  • Pistacchi
  • Pinoli

Realizzazione

Per i maltagliati ho impastato uova  e  farina  con poca acqua tiepida che ha aiutato a legare. Dopo un  riposo in frigo  ho steso la  pasta a  mano e  l’ho tagliata in  forme  irregolari.

Nel frattempo ho messo l’acqua sul fuoco e ho appassito la cipolla tagliata fine in  olio evo, ho aggiunto un po’ di  finocchietto tagliato fine  e ho lasciato appassire  aiutandomi  con poca acqua di cottura della pasta. Pocoprima di spegnere ho aggiunto le  sardine private di pelle e lische e tritate in pezzi grossi.

Ho cotto pochi minuti i maltagliati, poi li ho mantecati nella padella con  il sughetto preparato.  Per  finire ho  impiattato e completato  il piatto con peproni dolci  cruschi tritati, pinoli  tostati, pistacchi tritati grossi. Ho chiuso con  pecorino romano abbondante.

Esperimento riuscitissimo, buono sotto  molti punti di vista. Potrebbe  essere  anche una proposta  per una  cena casalinga più importante come quella  di Capodanno.

Sulle sardine mi posso  esprimere avendone assaggiate di tutti  i tipi e  marche, in scatola  e  fresche  e posso dire  che  queste  della  Parodi non fanno rimpiangere  il prodotto fresco, le ho trovate ottime.

Interessante anche l’esperimento sulla pasta. In questo caso non posso  dire di avere  esperienza  di pasta senza glutine, le  rare volte che l’ho assaggiata  era abbastanza  molliccia e  al  gusto di riso, cosa questa che non è un difetto in se’, è solo un sapore diverso  dalla  classica pasta di grano.

Mi sono sorpresa  di come, nonostante una certa difficoltà nella preparazione perchè l’impasto tende a rompersi, in cottura la pasta fatta si  sia comportata egregiamente acquisendo una consistenza (tenacia/durezza) molto gradevole che  non mi aspettavo.

Sardine , ,

Sardine giramondo di Mauro Rutto

6 dicembre 2011

Ingredienti:

- 1 confezione di Sardine in olio di oliva Angelo Parodi

Per gli spiedini:

- 150gr di spinaci

- 2 tubicini di porro

- 2 stuzzichini in bambu

Per il riso:

- 80gr di Riso della Camargue Trio beige, rouge, noir

- 2 foglie di menta fresca

- 1 foglia di salvia fresca

- 1 pizzico di timo fresco

- 2 cucchiai d’olio

Per la salvia fritta:

- 10 foglie di salvia fresca

- 25gr di farina 00

- 25ml di birra fredda

- sale

- 2 foglie di prezzemolo

Per la tartina:

- 2 pezzi rettangolari di Pane Carasau Guttian alla cipolla

- 1 carota grossa

- 1/2 porro

- 2 spicchi d’aglio

- 1 cucchiaio d’olio

- 10gr di pinoli

Realizzazione

Per prima cosa partiamo dalla pastella per fare la salvia fritta: in una piccola ciotola disponiamo la farina, saliamo e versiamo la birra fredda ed amalgamiamo il tutto ed usiamo una frusta per aver un buon composto omogeneo. Lasciamo riposare per 30 minuti.

Laviamo tutte le verdure.

Prendiamo 2 pentole e le riempiamo di acqua e metteremo sul fuoco per poi portare a bollore. In una delle due mettiamo gli spinaci, dal momento del bollore attendiamo 10 minuti, scoliamo e cerchiamo di strizzare per far uscire l’acqua in eccesso. Prendiamo il porro circa 1/2 e tentiamo di prelevare la parte interna così da avere 2 cannelloni di porro. Con molta delicatezza riempiamo questi ultimi con gli spinaci. Una volta pronti, tagliamo dei piccoli cilindri ed infilziamo con gli spiedini di bambu.

Quando anche l’acqua della seconda pentola giunge a bollore mettiamo il riso che deve cuocere per 20 minuti, al termine della cottura scoliamo. Prendiamo una padella con 2 cucchiai d’olio, mettiamo il riso e facciamolo scottare per 2-3 minuti unitamente alle foglie di menta basilico e timo precedentemente tritate a coltello.

Peliamo la carota e servendosi di una grattugia multiuso cerchiamo di avere delle listarelle, prendiamo 1/2 porro e tagliamolo ad anelli finissimi ed infine sbucciamo i due spicchi d’aglio. In una pentola wook mettiamo un cucchiaio d’olio e l’aglio facciamo dorare, mettiamo le verdure e facciamo saltare per qualche minuto. In un padellino antiaderente facciamo dorare i pinoli.

I 30 minuti sono passati, quindi prendiamo la nostra pastella la mescoliamo con la frusta ed immergiamo singolarmente le foglie di salvia, immergiamo in olio bollente e con l’aiuto di una pinza giriamole e facciamole dorare ambo i lati, a cottura ultimata disponeteli su carta assorbente. Se vi avanza della pastella non buttatela, prendetela e fatela rovesciare sull’olio bollente formando dei dischetti, dato che un lato sta cuocendo l’altro rimane ancora crudo, quindi con molta attenzione disponete su ogni dischetto una foglia di prezzemolo, girate e quando saranno dorati adagiateli su carta assorbente.

Ora è giunto il momento di impiattare.

Disponiamo un rettangolo 10×18 di pane Carasau nel piatto, adagiamoci le verdre (carote e pinoli), 2 sardine e a pioggia i pinoli.

In un altro lato del piatto mettiamo il Trio di Riso, le foglie di salvia fritta e i dischetti e nella parte rimanente i due spiedini di porro con spinaci.

Guarnite con delle foglie di menta e timo. Un filo d’olio piccante (rigorosamente fatto in casa) ed il gioco è fatto.

Servite con una buona birra chiara.

Sardine ,