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“La leggerezza”, ovvero filetti di sgombro di Angelo Parodi ai due pesti

7 dicembre 2010

Ricetta di labandadeibroccoli

Ci sono dei libri che dovrebbero stare sempre sul comodino, libri che sono qualcosa di più, libri che, dopo averli letti la prima volta,  entrano a far parte della nostra vita o forse siamo noi che entriamo a far parte di loro.

Calvino c’è sempre piaciuto e “Lezioni Americane. Sei proposte per il prossimo millennio”  lo tenevano sotto il banco a liceo e ogni tanto davamo una sbirciatina, leggevamo un pezzettino… bello, quasi come mettere il dito nella cioccolata!

Lezioni americane: “La leggerezza”.“La rapidità”.“L’esattezza”. “La visibilità”. “La molteplicità”. C’è poi la sesta, “La coerenza”, solo progettata.

Sono regole valide per uno scrittore e per ogni uomo nella propria vita e noi pensiamo valide anche regole per un cuoco.

Noi abbiamo iniziato con “La leggerezza”.

Calvino fa una bellissima dissertazione sul concetto di leggerezza in letteratura, da Ovidio a Kundera, passando per Cavalcanti e Dante, attraverso Cervantes e Cyrano, per arrivare a Leopardi, che di leggerezza se ne intendeva un pochino. La leggerezza è reazione al peso del vivere.

In cucina l’aggettivo “leggero” diventa per molti sinonimo di “insipido”, ma non è sempre così. Leggero è un piatto dove i sapori sono bilanciati, dove nessun ingrediente è troppo forte da schiacciare gli altri. Leggero è un piatto dove si vige l’armonia e la pace.

Questo che vi presentiamo e un piatto ispirato alla leggerezza tanto amata da Calvino, quella leggerezza che libera dalla pesantezza del vivere, un piatto che vorrebbe far bene allo stomaco e al cuore.

Filetti di sgombro di Angelo Parodi con pesto agli agrumi e pesto alla rucola.

Pesto agli agrumi.

La ricetta del pesto agli agrumi non è nostra, ma è presa dal menu di un grande chef siciliano: Filippo La Mantia. Noi l’abbiamo fatto come da manuale, ma abbiamo aggiunto pochissime olive, proprio per non copiare e basta. Speriamo che La Mantia non se ne abbia a male e non ci citi per danni!

Ingredienti per 4 persone:

  • 200 gr. di mandorle pelate
  • 50 gr di capperi sotto sale
  • 50 cl. di olio e.v.o.
  • 4 arance
  • 1 mazzetto di basilico fresco

Sistemate nel vaso del mixer le arance sbucciate, il basilico mondato e lavato,le mandorle, i capperi e l’olio extra vergine.

Frullate il tutto bene benino per due minuti e il gioco è fatto.

Pesto alla rucola.

Questo pesto non l’abbiamo presto da nessuno in particolare, diciamo che è venuto fuori dopo diversi tentativi “così – così”.

Ingredienti per 4 persone:

  • 200 gr. di pistacchi (meglio quelli da pasticceria che non sono salati, ma vanno bene anche quelli normali solo che dovete sgusciarli e togliere la pellicina scura)
  • 1 limone
  • 50 cl. di olio e.v.o.
  • 2 mazzetti di rucola
  • qualche foglia di basilico

Sistemate nel vaso del mixer la polpa del limone, la rucola, mondata e lavata, le foglie di basilico, i pistacchi, l’olio.

Frullate il tutto per un paio di minuti e anche questo è pronto.

Ora sistemate in un bel piatto da portata delle belle fette d’arancia, sopra i filetti di sgombro (scolateli un po’ del loro olio prima!) e versate sopra un po’ del pesto agli agrumi.

In un altro piatto da portata, preferibilmente uguale e delle stesse dimensioni,  fate un bel letto di rucola fresca, sistemate poi i filetti di sgombro (sempre dopo averli scolati prima!) e sopra un po’ del pesto di rucola.

Naturalmente potete apportare delle “variazioni sul tema” e preparare dei crostini o delle gallette di riso e/o mais con i due pesti e il filetto di sgombro. Ottima base anche per insalata, riso, cous cous o semplicemente pasta fredda. In realtà questo avrebbe potuto essere anche il piatto “bandiera”, delle calviniane rapidità, molteplicità e perché no, esattezza e visibilità e secondo noi è anche un piatto “coerente”.

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Tagliatelle con pesto di melissa e maggiorana ai pistacchi e sardine di Angelo Parodi di fiOrdivanilla

23 agosto 2010

Dico subito che in questo piatto avrei visto meglio il tonno, dolce nel sapore e un poco meno sapido ma pur sempre deciso nel gusto. In ogni caso la ricetta in sé si è rivelata una vera sorpresa. Non pensavo che il pesto mi sarebbe piaciuto così tanto, non avevo mai provato a farne uno diverso dal solito pinoli-e-basilico a parte il pesto di noci del Brasile e pinoli.
Volevo sbarazzarmi delle piante aromatiche che ho sul terrazzo tra cui maggiorana, melissa, timo ed erba cipollina. Il timo l’ho escluso e ho pensato di alleggerire il solito pesto di basilico con le altre piante aromatiche. Non solo. Ho sostituito i pinoli per rendere il pesto di un verde più brillante, omettendo persino il Parmigiano. Ma nulla vieta di aggiungerlo alla fine (ma non per questa ricetta!).
Il pesto, non salato, insieme alle sardine, molto salate (e squi si te), si sono rivelate un condimento eccezionale per la pasta, condita infine con un filo di olio extravergine di oliva al limone (fatto in casa) che esalta e arricchisce tutti i sapori.

Tagliatelle con pesto di melissa e maggiorana ai pistacchi e sardine di Angelo Parodi

Ingredienti per 2 persone

Per la pasta

Per il pesto

  • 30 g di foglioline tra maggiorana, melissa, erba cipollina (in quantità decrescente) già lavate e asciugate
  • 60 g di foglioline di basilico (già lavato e asciugato)
  • 70 ml di olio extravergine di oliva delicato
  • 1 o 2 spicchi d’aglio
  • 1 pizzico di sale grosso
  • 2 cucchiai abbondanti di pistacchi sgusciati (non salati)

(Non me ne vogliano i tradizionalisti…)
Frullare in un piccolo tritatutto le erbe aromatiche con l’aglio, il sale, i pistacchi e l’olio.

In una padella antiaderente mettere le sardine scolate e diliscate con due cucchiai (o meno) di pesto.

Cuocere in abbondante acqua non salata le tagliatelle. Con un forchettone toglierle al dente dall’acqua e trasferirle direttamente nella padella. Scaldare a fuoco vivo per qualche minuto e servire.

Questa pasta è buona calda, ma anche tiepida o fredda, se generosamente condita con olio affinché non si incolli.

Per l’olio al limone*

  • 1/2 l di olio extravergine di oliva di qualità
  • 2 limoni bio

Lavare i limoni, asciugarli benissimo e ricavarne la scorza facendo attenzione a prelevare solo la parte gialla.

Mettere la scorza dentro un vaso di vetro con coperchio a vite, versare l’olio e chiudere bene il vaso
Conservate al buio per 1 o 2 settimane, filtrare l’olio e travasarlo in una bottiglia.*

* può capitare che le produzioni casalinghe di olii, conserve eccetera, non sempre riescano: può capitare (a me è capitato l’anno scorso con un vasetto di peperoncini sott’olio) che qualche vasetto “frizzi” una volta aperto. Questo significa soltanto che la conservazione non è riuscita e che all’interno del vaso si sono verificate alcune reazioni che hanno permesso ad alcuni batteri di svilupparsi. In tal caso, buttate via tutto e non provateci nemmeno ad assaggiare.

Consigli

Il pesto si conserva in due modi. Il primo, quello più sicuro e che preferisco, è metterlo in piccoli vasettini di vetro (tipo quelli da “assaggio”) monodose e congelarlo. Altrimenti va messo in un vaso di vetro abbastanza largo (così da poter ripulire facilmente le pareti), livellarlo benissimo e coprirlo a filo con altro olio. Le pareti sopra al livello del pesto devono essere pulitissime, altrimenti formano muffe.


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